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Fino al 18/09/2016 - Teatro e Spettacolo, TeatroNorma di BelliniNorma è la terzultima opera di Vincenzo Bellini, nonché la più rappresentata (la celebre aria «Casta diva» è stata banco di prova per le più grandi soprano del mondo). Tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani, dalla tragedia omonima di Alexandre Soumet, andata in scena alla Scala il 26 dicembre 1831, riunisce al suo interno una drammatica storia d’amore, quella tra la protagonista e il proconsole Pollione, e un’altrettanto tragica dimensione politica, che vede contrapporsi conquistati (il popolo gallo, di cui Norma è sacerdotessa) e dominatori (l’esercito di occupazione romana). In un susseguirsi di colpi di scena, nella climax finale l’eroina, rea di aver tradito la propria gente per amore, si autocondanna al rogo, seguita dallo stesso Pollione, annientato e ammirato dalla nobiltà del suo gesto. Personaggi e Interpreti: Pollione: Roberto Aronica Oroveso: Simon Lim Norma: Mariella Devia Adalgisa: Roxana Constantinescu Clotilde: Anna Bordignon Flavio: Antonello Ceron Maestro concertatore e direttore: Daniele Callegari Regia, scene e costumi: Kara Walker Regista assistente: Charles Fabius Light designer: Vilmo Furian Orchestra e Coro del Teatro La Fenice Maestro del Coro: Claudio Marino Moretti con sopratitoli in italiano e in inglese Nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice progetto speciale della 56 Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia  
 
Fino al 31/08/2016 - By Night e Serate, Musica dal vivoMusic on the Top - Tutti i MercoledìTutti i Mercoledì, a partire dalle 20:00, Francesco Nardo e la sua band saranno i protagonisti di un live tutto da gustare. Ti aspettiamo per una splendida serata sotto le stelle, sul Canal Grande.  
 
Fino al 11/09/2016 - Vita cittadina e Sport, SagraSagra di S.Stefano, PortoseccoLa tradizionale Sagra di Santo Stefano tipicamenta isolana ma popolatissima, che richiama ogni anno veneziani, lidensi, e turisti in cerca di emozioni. Appuntamenti religiosi, concerti, regate di "Voga alla Veneta", spettacoli teatrali, serate danzanti, la tradizionale tombola e l'immancabile stand di gastronomia di pesce. La festa trae ispirazione dai racconti degli anziani e dalle celebrazioni che si svolgevano per festeggiare il Santo Patrono della comunità. PROGRAMMA Giovedì 11 agosto: - ore 21:30, Commedia teatrale la casa bagoli, "I Girasoli" Venerdì 12 agosto: - ore 18:00, Triangolare di Calcio 3° Edizione "Ricordando Raimondo Vianello" - ore 21:00, Serata danzante con musica anni 70/80/90 Sabato 13 agosto: - ore 11:00, Gara di Kayak - ore 16:00, Regata su Mascarete "Circuito Femminile" - ore 18:00, Torneo di Pallacanestro - ore 21:00, Serata danzante con : Caramel Domenica 14 agosto: - ore 09:00, Gara di pesca per adulti ai Murazzi "Ass. US Lido-I Dogi" - ore 10:00, Messa Solenne accompagnata dal coro pastorale di San Pietro in Volta e S. Stefano In collaborazione con il Coordinamento delle remiere si organizzano 4 regate di "Voga alla Veneta": - ore 15:00, Regata su Mascarete "Schile" - ore 15:30, Regata su Mascarete "Maciarele" - ore 16:00, Regata su Mascarete "Senior" - ore 16:30, Regata su Gondole a 4 remi - ore 18:45, Vespro - ore 19:15, Processione Religiosa accompagna dalla banda: Pellestrina - ore 21:00, Serata danzante con: Marco & Niagara Lunedì 15 agosto: - ore 09:00, Pedalando per i Murazzi - ore 10:30, Santa Messa - ore 21:00, Serata danzante con: Mauro & Boomerang - ore 23:45, Lotteria a Premi   Domenica 11 settembre: - ore 10:00, Messa Solenne accompagnata dal coro pastorale di San Pietro in Volta e S. Stefano - ore 16:00, Regata su mascarete "Organizzata dalla Polisportiva Portosecco" - ore 18:45, Vespro - ore 19:15, Processione accompagnata dalla banda: Pellestrina  
 
Fino al 04/09/2016 - Arte e Cultura, Visita guidataL'chaim! Cultura e golosità kasherCultura, tradizione e golosità legate al Ghetto e al mondo ebraico. Avrete l’occasione di conoscere, accompagnati da personale specializzato, un luogo di Venezia con atmosfera d’altri tempi e grande valore culturale e simbolico. E’ prevista anche una degustazione kasher: la cucina ebraico – veneziana è forse una delle più ricche, grazie al carattere cosmopolita che l’ha sempre caratterizzata. Conoscere cultura e tradizioni anche attraverso l’assaggio di una cucina attualissima basata su antiche ricette. Visita al Banco Rosso. I partecipanti verranno accolti da un Welcome L’chaim!L’’chaim! Esclamazione ebraica, che significa Alla vita!, si usa durante i brindisi mentre si alza il bicchiere prima di bere del vino. E così avverrà: tutti assieme si potranno gustare biscottini e crostini tipici accompagnati da vini rigorosamente kasher. Il sito è l’unico banco dei pegni visitabile a Venezia dopo essere stato chiuso per secoli. La visita, che prevede anche la proiezione di un breve documentario, fa capire l’importanza storica e culturale di questo luogo. Anche William Shakespeare si è ispirato a questo luogo nella sua opera “Il Mercante di Venezia”; Visita del Museo ebraico; Visita delle Sinagoghe. Alla scoperta di tre Sinagoghe, tanto sobrie all’esterno quanto sontuose all’interno: la Scuola Grande Tedesca, la Scuola del Canton e la Scuola Levantina, Passeggiando per il Ghetto: storia, architetture, personaggi, curiosità, Il viaggio nella cultura ebraica si concluderà nel giardino del Ristorante Ghimel Garden, con la scoperta delle inimitabili specialità della cucina ebraico – veneziana, forse una delle più ricche, grazie al carattere cosmopolita che ha sempre caratterizzato sia questa comunità, sia la Repubblica che l’ospitava. La parte conviviale prevede aperitivo con prosecco e bibite kasher e una serie di portate sfiziose e variegate: un caleidoscopio di sapori e profumi in cui le singole sfaccettature delle varie comunità vengono unite attraverso il cibo. Una vera e propria cucina fusion, così di moda oggigiorno, che pone le sue basi su ricette antiche. Sono disponibili piatti kasher per vegani e vegetariani.  
 
Fino al 09/10/2016 - Musica lirica e classica, LiricaGaetano Donizetti: L'Elisir d'amoreL’Elisir d’amore è un melodramma giocoso in due atti di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani. La storia ruota attorno alle vicende dell’umile contadino Nemorino, innamorato di Adina ed incapace di dichiararsi. L’equilibrio viene bruscamente interrotto con l’arrivo di Dulcamara (il ciarlatano di Donizetti), che - fingendosi un dottore - vende a Nemorino un fantomatico elisir d’amore... L’opera andò in scena per la prima volta il 12 maggio del 1832 a Milano, presso il Teatro della Cannobiana. Felice Romani aveva tratto ispirazione per suo il libretto da un testo scritto l’anno prima da Eugène Scribe per il compositore Daniel Auber, Le Philtre (Il filtro). Il cast della prima messa in scena era così composto: Sabina Heinefetter (nel ruolo di Adina), Giuseppe Frezzolini (Dulcamara), Henry Bernard Debadie (Belcore), Giovan Battista Genero (Nemorino) e Marietta Sacchi (Giannetta) diretti da Alessandro Rolla. Argomento ATTO PRIMO Un villaggio nei Paesi Baschi verso la fine del XVIII secolo. Nell’aia antistante la fattoria della ricca e capricciosa fittavola Adina, i mietitori si stanno riposando dopo il lavoro nei campi. Adina, seduta in disparte, legge la storia di Tristano e Isotta; la osserva perdutamente innamorato Nemorino, un contadino giovane, povero e timido. Su invito dei presenti, Adina legge ad alta voce come Tristano riuscì a far innamorare la bella Isotta con un filtro magico. Improvvisamente si ode un rullo di tamburi: sopraggiunge Belcore, sergente della guarnigione di stanza nel villaggio, alla ricerca di soldati per il suo reggimento; con spavalda sicurezza, egli corteggia Adina proponendole addirittura il matrimonio. Questa, per suo conto, si preoccupa solo di far capire a Nemorino quanto il proprio cuore sia volubile ed incostante. Il suono di una tromba annuncia l’arrivo del dottor Dulcamara, un ciarlatano che enumera a gran voce i propri poteri taumaturgici destando l’interesse degli ingenui contadini. Uno di essi, in particolare, è fortemente attratto dalle promesse di Dulcamara: è proprio Nemorino, che gli chiede se fra le sue miracolose pozioni egli abbia anche il magico elisir d’amore della regina Isotta. Intuitane l’ingenuità, Dulcamara gli rifila una bottiglia di Bordeaux al prezzo di uno zecchino (tutto ciò che Nemorino possiede) avvertendolo però che l’effetto desiderato sopraggiungerà solo ventiquattr’ore dopo la somministrazione: giusto il tempo necessario al ciarlatano per far fagotto e allontanarsi dal villaggio. Fiducioso nel potere magico appena conquistato, Nemorino inizia a sorseggiarne non piccole dosi, divenendo assai presto euforico e acquistando fiducia e sicurezza, al punto da mostrarsi indifferente ad Adina che, per il nuovo atteggiamento del già sospiroso e romantico spasimante, appare ora piuttosto sconcertata e stizzita. Tale è il desiderio di rivalsa della donna, che su due piedi ella decide di accettare la proposta matrimoniale di Belcore, proponendo che le nozze abbiano luogo la sera stessa (essendo prefissata per l’indomani la partenza del sergente). Nemorino, certo della virtù dell’elisir quanto ben consapevole della necessità di ventiquattr’ore perché abbia effetto, prega Adina di rimandare le nozze d’un giorno; ma quest’ultima lo deride e si avvia con Belcore, mentre lo smanioso Nemorino viene dileggiato da tutti i presenti. ATTO SECONDO Mentre nella fattoria fervono i preparativi per le nozze, Dulcamara e Adina intrattengono i presenti cantando una barcarola; giunge il notaio, col contratto nuziale da far sottoscrivere agli sposi, ma Adina dichiara di volerlo firmare solo la sera, in presenza di Nemorino, per celebrare così la propria vendetta. Per parte sua Nemorino è disperato: l’elisir non produce infatti ancora effetto; inoltre, avendo speso tutti i propri averi, egli non è in grado di acquistarne una nuova bottiglia. Sfruttando la situazione, e col non secondario proposito di toglierselo di torno, Belcore gli prospetta l’immediato guadagno di venti scudi arruolandosi come soldato. In verità, per Nemorino le ristrettezze economiche sono già finite, grazie alla ricca eredità lasciatagli da uno zio appena defunto. Egli tuttavia non è ancora al corrente del luttuoso evento familiare, conosciuto invece dalle ragazze del villaggio grazie alla solerte contadina Giannetta: cosicché interpreta l’improvvisa attenzione delle giovani come l’effetto sicuro dell’elisir (fatto che sconcerta non poco lo stesso Dulcamara). Nemmeno Adina è a conoscenza del mutamento di fortuna intervenuto a favore di Nemorino e tradisce il suo affetto verso di lui mostrandosi gelosa; Dulcamara le racconta di aver venduto l’elisir a Nemorino, dal quale ella deduce d’esser riamata. La stessa consapevolezza matura anche in Nemorino che, mentre le ragazze lo corteggiavano, ha creduto di scorgere una lacrima sul viso di Adina. È Adina stessa a riacquistare il contratto di arruolamento da Belcore, e a restituire con questo la libertà a Nemorino; ma sulla via alla felicità, che sembrerebbe ormai spianata, rimane ancora un ostacolo, quello dell’orgoglio. Sulle prime, infatti, Adina appare ancora riluttante e non confessa esplicitamente a Nemorino il proprio amore; è necessaria una scenata del giovane – pronto ad abbandonare tutto e a partir soldato di fronte al frettoloso e puntiglioso congedo di Adina – perché quest’ultima decida finalmente di aprire il proprio cuore. La gioia dei due innamorati è immensa, quanto lo scorno di Belcore. Dal canto suo, Dulcamara celebra con fierezza la straordinaria efficacia dell’elisir mentre, dulcis in fundo, Nemorino apprende d’esser divenuto l’uomo più ricco del villaggio. Cast: Adina, ricca e capricciosa fittaiuola - Irina DUBROVSKAYA Nemorino, coltivatore, giovane semplice, innamorato di Adina - Giorgio Misseri Belcore, sergente di guarnigione nel villaggio - Marco Filippo Romano il dottore Dulcamara, medico ambulante - OMAR MONTANARI Giannetta, villanella - Arianna Donadelli Direttore d'orchestra - Stefano Montanari Regia - Bepi Morassi Scene e costumi - Gianmaurizio Fercioni Light designer - Vilmo Furian Allestimento della Fondazione Gran Teatro La Fenice di Venezia
 
 
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