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Anticamente denominata come Maiorbo o Maiurbo (probabilmente una derivazione da Maior Urbs ,”città maggiore”)  fu popolata dagli abitanti dell’entroterra , in fuga dalle invasioni barbariche e in particolare dai Longobardi.

In uno scavo archeologico del 1881, furono rinvenuti alcuni vasetti di fattura micenea (oggi conservati al Museo di Torcello) che stanno a dimostrare come l’isola fosse soggetta a scambi commerciali già in epoca preromana.
Fu sede di ricchi palazzi e numerose chiese suddivise in ben cinque parrocchie arricchite con opere di grandi artisti dell’epoca come Paolo Veronesi.

L'isola di Mazzorbo sarà una delle mete dell'esclusivo Tour "Le isole della Laguna Nord"  del 28 ottobre 2017. 

 

Mazzorbo. Credits IG: @craigd_b

Mazzorbo. Credits IG: @craigd_b

L’isola di Mazzorbo vantava inoltre la presenza di ben cinque Monasteri di cui era certa l’esistenza almeno fin dal 1200:
Sant’Eufemia Vergine e Martire e Santa Dorotea  San Tecla e Sant’ErasmaSanta Maria in Valverde e San LeonardoSan Maffio o Matteo e Santa MargheritaSanta Maria delle Grazie o del Pianto delle Eremite Cappuccine e infine Santa Caterina e Pietro: grossi complessi religiosi dove i Nobili Patrizi Veneziani provvedevano all’educazione delle figlie, inserendole in ambienti degni del loro ruolo.

Raggiunto il massimo splendore nel X secolo, dopo il Mille anche Mazzorbo, come Torcello, iniziò a declinare in favore della vicina Venezia. Divenne così un’isola “campestre”, utilizzata per le attività agricole e luogo di svaghi per i patrizi veneziani.
Dell’antica Mazzorbo non rimane quasi nulla, tranne alcune case in stile goticoaffacciate sul canale principale e la Chiesa di Santa Caterina, eretta tra il 1283 e il 1291 in stile gotico-romano.
Nel suo campanile vi si trova ancora quella che è la campana più antica della laguna di Venezia, datata 1318.

 

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